Rimozione, Bonifica e Smaltimento Amianto

costruzioni metalliche, guaine, guaine bituminose

 

Le fibre di amianto, grazie alle loro molteplici qualità di resistenza al calore, agli agenti chimici, all’abrasione ed all’usura ed alla facilità di lavorazione ed economicità, sono state impiegate per decenni in innumerevoli applicazioni, dall’industria all’edilizia.

Le fibre, fratturandosi longitudinalmente, si dividono in frammenti e risultano pericolosi se inalati: l’ingresso nei polmoni, infatti, può dare origine all’asbestosi e provocare tumori come il mesotelioma pleurico.

Per tale motivo la legislazione ha già da tempo disposto non solo la cessazione della produzione e commercializzazione di qualsiasi materiale contenente fibre di amianto, ma ha dettato anche le regole per la bonifica dei materiali che le contengono (MCA).

La legge effettua una distinzione tra i MCA friabili, ossia quelli che, per definizione, possono facilmente essere schiacciati dalla pressione delle dita (es. i coibenti), ed i materiali compatti, ossia quelli per la maggior parte dei casi in matrice cementizia (es. lastre di copertura, tubazioni, ecc.).

 

Metodi di bonifica

impermeabilizzazioni in pvc, lattonerie, tegole canadesi

La bonifica dei materiali contenenti amianto avviene (con modalità diverse se friabili o compatti) secondo uno dei tre metodi previsti dalla legislazione

  1. RIMOZIONE e successivo smaltimento presso discariche autorizzate: l’intervento di bonifica mediante rimozione è quello più radicale tra quelli previsti dalla normativa. Comunque quando il contesto lo permette è senza dubbio un intervento definitivo, che ci permette di pianificare da zero con nuove coperture. La tipologia di coperture sono notevoli e pertanto daremo delle linee guida sulle modalità di intervento valido per tutte. Ai sensi della normativa vigenti la ditta che realizza l’intervento di bonifica dovrà redigere un piano di lavoro (qualunque sia la superficie d’intervento) con tutti gli oneri previsti (ai sensi dell’art. 34 d.lgs. 277/91) da sottoporre alla AUSL di competenza.
  2. INCAPSULAMENTO mediante prodotti certificati capaci di fissare le fibre alla matrice: consiste nel trattamento della superficie esposta della copertura con prodotti che inglobano le fibre di amianto e le agganciano alla matrice cementizia, impedendo o riducendo in tal modo il rilascio di fibre. Il metodo ha il vantaggio di non dar luogo alla produzione di rifiuti e di non richiedere una copertura sostitutiva. Il trattamento ha un efficacia limitata nel tempo e quindi può risultare necessario ripetere l’intervento a distanza di anni. L’incapsulamento non ripristina la funzionalità strutturale del tetto e, quindi, non è indicato quando le lastre siano fragili, rotte o gravemente deteriorate. La fragilità delle lastre, inoltre, costituisce una controindicazione anche perché non consente la pedonabilità della copertura durante l’intervento.
  3. SOVRACOPERTURA con altri materiali al fine di tenere confinate le fibre di amianto. Per limitare l’emissione di fibre in aria è indispensabile, prima di avviare qualsiasi operazione, spruzzare la superficie in AC che sarà successivamente ricoperta, con un’idonea soluzione pelli colante. Prodotti da utilizzare e modalità di applicazione sono analoghi a quelli descritti per le fasi iniziali degli interventi di rimozione. Per montare la nuova copertura è necessario realizzare una nuova orditura secondaria, generalmente in listelli di legno, che viene fissata direttamente all’arcarecciatura sottostante, in modo che i carichi previsti insistano esclusivamente sulla struttura portante.

La scelta del sistema avviene in base a criteri di valutazione del materiale da bonificare ed agli eventuali nuovi requisiti richiesti.

La CONSALVO ASFALTI provvede direttamente a tutte le pratiche necessarie, la professionalità dei nostri tecnici saprà indicarvi la metodologia di bonifica dell'amianto più adatta alla circostanza.

 

Gli effetti biologici dell'amianto

La disgregazione dei prodotti contenenti amianto per effetto dell’invecchiamento dei leganti, l’aumentata friabilità e la dispersione delle fibre nell’aria, determinano la contaminazione ambientale da amianto.

Le fibre sono invisibili a occhio nudo e molto leggere ed una volta liberate rimangono a lungo sospese nell’aria nell’ambiente continuando a depositarsi per gravità e a risollevarsi per spostamenti d’aria anche minimi.

Queste fibre riescono a superare le normali difese dell’organismo umano nei confronti dei corpuscoli esterni e, grazie alla loro forma aerodinamica e alle minime dimensioni, si depositano nella parte bassa dei polmoni seguendo le vie respiratorie delle persone esposte ad aria contaminata.

Gli effetti biologici dimostrati come conseguenza della respirazione prolungata della fibra di amianto sono due: l’asbestosi ed il cancro polmonare e pleurico.

 

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